Dio ci scampi dai Cln

Secondo Claudio Tito, giornalista di Repubblica, l’immediato futuro ci riserva un “governo di Cln” costituito dall’alleanza tra la sinistra e un terzo polo formato da Pier Ferdinando Casini e da Gianfranco Fini. Nell’analisi un po’ romanzesca di Rep., i seguaci di Fini di giorno votano la fiducia al governo Berlusconi e di notte capeggiano una trama che tende a “liberare” l’Italia da lui, come se fosse un occupante straniero. Probabilmente, neppure lo spirito sospettoso che ha indotto Berlusconi a provocare la lacerazione del suo partito è mai arrivato a tanto.
21 AGO 20
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Secondo Claudio Tito, giornalista di Repubblica, l’immediato futuro ci riserva un “governo di Cln” costituito dall’alleanza tra la sinistra e un terzo polo formato da Pier Ferdinando Casini e da Gianfranco Fini. Nell’analisi un po’ romanzesca di Rep., i seguaci di Fini di giorno votano la fiducia al governo Berlusconi e di notte capeggiano una trama che tende a “liberare” l’Italia da lui, come se fosse un occupante straniero. Probabilmente, neppure lo spirito sospettoso che ha indotto Berlusconi a provocare la lacerazione del suo partito è mai arrivato a tanto.
Il disegno repubblicano (della testata, non dell’istituzione) prevede una serie di passaggi uno più improbabile dell’altro. In primo luogo ci sarebbe un’intesa tra tutte le opposizioni, più i finiani, per un nuovo meccanismo elettorale. In realtà su questo tema si è persino riaccesa la solita controversia tra Massimo D’Alema e Walter Veltroni, senza contare che le esigenze dei partiti minori confliggono oggettivamente con quelle del Pd. Una volta raggiunta questa improbabile intesa, si procederà a sfaldare la maggioranza del centrodestra al Senato, non si sa bene come, ma non importa. Infine si chiederà al Quirinale, che già ha espresso ripetutamente il suo auspicio per un rasserenamento del clima politico, di mettere invece il bollo tondo su questa manovra devastante. Le congiure raramente riescono, di solito nel segreto e in condizioni tragiche. Questa, invece, esposta in anticipo con rara improntitudine, sembra destinata al ridicolo.